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Martedì, Novembre 20, 2018

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Il viaggio del giovane Antonio - 32

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Riassunto delle puntate precedenti: Antonio Pacinotti, accompagnato dal fratello Giacinto, intraprende un viaggio a Parigi, Londra e Bruxelles per documentarsi sui Servizi  Meteorologici di quei paesi, su incarico di Carlo Matteucci. A Parigi il direttore del servizio, il prof. Le Verrier, si rifiuta di riceverlo in quanto inviato dal Matteucci. Questi fa allora spedire una lettera dal Ministero della Marina che attesti che Pacinotti è stato incaricato dallo stesso Ministro, ma la lettera Ministeriale tarda ad arrivare, per cui Antonio e Giacinto decidono di partire per Londra. Qui Pacinotti  contatta la ditta Negretti & Zambra, produttrice di strumenti meteorologici e Mr Babington, responsabile per la meteorologia dell'Osservatorio di Londra. Da quest'ultimo Antonio ottiene in forma scritta le informazioni che gli interessano. Conclusi gli adempimenti legati alla "missione meteorologica", l'11 agosto i fratelli Pacinotti lasciano Londra diretti a Bruxelles: qui visitano l'Osservatorio diretto dal sig. Quetelet e ripartono subito per Parigi, che raggiungono il 14 agosto. Grazie alla lettera ministeriale, finalmente giunta, le porte dell'Osservatorio di Parigi si schiudono ed Antonio Pacinotti può documentarsi sull'organizzazione del servizio meteorologico internazionale parigino ed assistere dal vivo alla formulazione dei "presagi". Il 25 agosto i due giovani sono a Ginevra, sulla via del ritorno. Ai primi di settembre Antonio è in Italia e, stabilitosi nella villa di Caloria, stila il rapporto sul viaggio e lo invia al prof. Matteucci. Pacinotti si occupa quindi della ricezione delle casse degli strumenti, giunte da Londra al porto di Livorno, della loro spedizione a Firenze e della loro sistemazione presso il Museo di Fisica e Storia Naturale. Nel frattempo scrive al Preside dell'Istituto Tecnico di Bologna, presso cui riveste l'incarico di insegnamento di Fisica e Chimica, che intende tornare appena possibile il proprio posto di insegnamento, cosa che potrà fare solo dopo aver sistemato la strumentazione. A Novembre rientra finalmente a Bologna per iniziare il suo corso di insegnamento, che dovrebbe tuttavia lasciare in Dicembre, dato che dovrà occuparsi anche della distribuzione degli strumenti nealle 20 stazioni da istituire presso le capitanerie di porto italiane. Fino al suo rientro, previsto per febbraio, lo dovrebbe sostituire il prof. Bombicci.

Il 23 novembre 1865, Antonio Pacinotti, vedendosi avvicinare il momento in cui dovrà lasciare l'Istituto Tecnico di Bologna per il viaggio lungo le coste italiane per impiantare le stazioni meteorologiche, torna sull'argomento in una lettera che scrive al Prof. Matteucci, in cui si sofferma su certi aspetti per lui tuttora problematici sull'organizzazione del Servizio, chiedendo al Senatore consiglio. La maggiore perplessità, tuttavia, che Pacinotti si risolve a svelare alla fine della lettera, è se veramente dovrà essere lui a compiere il viaggio, sapendo che poi il Servizio sarà preso in mano da un'altra persona che potrebbe non condividere le scelte fatte da Pacinotti.

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Il viaggio del giovane Antonio - 31

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Riassunto delle puntate precedenti: Antonio Pacinotti, accompagnato dal fratello Giacinto, intraprende un viaggio a Parigi, Londra e Bruxelles per documentarsi sui Servizi  Meteorologici di quei paesi, su incarico di Carlo Matteucci. A Parigi il direttore del servizio, il prof. Le Verrier, si rifiuta di riceverlo in quanto inviato dal Matteucci. Questi fa allora spedire una lettera dal Ministero della Marina che attesti che Pacinotti è stato incaricato dallo stesso Ministro, ma la lettera Ministeriale tarda ad arrivare, per cui Antonio e Giacinto decidono di partire per Londra. Qui Pacinotti  contatta la ditta Negretti & Zambra, produttrice di strumenti meteorologici e Mr Babington, responsabile per la meteorologia dell'Osservatorio di Londra. Da quest'ultimo Antonio ottiene in forma scritta le informazioni che gli interessano. Conclusi gli adempimenti legati alla "missione meteorologica", l'11 agosto i fratelli Pacinotti lasciano Londra diretti a Bruxelles: qui visitano l'Osservatorio diretto dal sig. Quetelet e ripartono subito per Parigi, che raggiungono il 14 agosto. Grazie alla lettera ministeriale, finalmente giunta, le porte dell'Osservatorio di Parigi si schiudono ed Antonio Pacinotti può documentarsi sull'organizzazione del servizio meteorologico internazionale parigino ed assistere dal vivo alla formulazione dei "presagi". Il 25 agosto i due giovani sono a Ginevra, sulla via del ritorno. Ai primi di settembre Antonio è in Italia e, stabilitosi nella villa di Caloria, stila il rapporto sul viaggio e lo invia al prof. Matteucci assieme alla trascrizione delle Istruzioni e Norme per il Servizio: gli errori fatti dal copista e le modifiche introdotte fanno infuriare Matteucci, che comunque incarica Pacinotti della ricezione delle casse degli strumenti, giunte da Londra al porto di Livorno. Le casse degli strumenti vengono poi spedite per ferrovia a Firenze, dove Pacinotti ne cura la sistemazione presso il Museo di Fisica e Storia Naturale. Nel frattempo scrive al Preside dell'Istituto Tecnico di Bologna, presso cui riveste l'incarico di insegnamento di Fisica e Chimica, che intende tornare appena possibile il proprio posto di insegnamento. Deve però rinunciare a rientrare subito a Bologna, perchè deve ancora sistemare la strumentazione. Dovrà poi occuparsi anche della distribuzione degli strumenti nealle 20 stazioni da istituire presso le capitanerie di porto italiane.

Come abbiamo visto nella precedente puntata, sulla lettera di Carlo Matteucci del 12 ottobre 1865 Antonio Pacinotti scrive a matita la minuta di una lettera a Silvestro Gherardi, Preside del Regio Istituto Tecnico di Bologna.  In essa Pacinotti affronta il problema di come conciliare le esigenze del corso di cui è titolare presso l’Istituto con gli impegni che ancora deve assolvere per conto di Matteucci. Il Preside aveva proposto di affidare la supplenza del corso al fratello di Antonio, Giacinto Pacinotti, ma questi, secondo quanto scrive Antonio,  non sarebbe propenso ad accettare per non compromettere i suoi studi universitari. Dichiarandosi disposto ad accettare qualunque soluzione venga adottata dal Preside, Antonio preferirebbe ridurre al minimo la sua assenza da scuola, sbrigando nel più breve tempo possibile le faccende meteorologiche, piuttosto che ricorrere ad una supplenza. Queste le parole che Pacinotti scrive al Preside nella sua lettera:

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Il viaggio del giovane Antonio - 30

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Riassunto delle puntate precedenti: Antonio Pacinotti, accompagnato dal fratello Giacinto, intraprende un viaggio a Parigi, Londra e Bruxelles per documentarsi sui Servizi  Meteorologici di quei paesi, su incarico di Carlo Matteucci. A Parigi il direttore del servizio, il prof. Le Verrier, si rifiuta di riceverlo in quanto inviato dal Matteucci. Questi fa allora spedire una lettera dal Ministero della Marina che attesti che Pacinotti è stato incaricato dallo stesso Ministro. La lettera Ministeriale tarda ad arrivare, per cui Antonio e Giacinto, dopo aver visitato laboratori ed officine, decidono di partire per Londra. Giunto a Londra, Antonio Pacinotti prende contatti con la ditta Negretti & Zambra, produttrice di strumenti meteorologici e con Mr Babington, responsabile per la meteorologia dell'Osservatorio presso il Board of Trade di Londra. Da quest'ultimo Antonio riesce ad ottenere in forma scritta le informazioni che gli interessano. Conclusi gli adempimenti legati alla "missione meteorologica", l'11 agosto i fratelli Pacinotti lasciano Londra diretti a Bruxelles dove giungono il 12. Visitato l'Osservatorio di tale città, diretto dal sig. Quetelet, ripartono subito per Parigi, che raggiungono il 14 agosto. Grazie alla lettera ministeriale, giunta finalmente non senza qualche traversia, le porte dell'Osservatorio di Parigi si schiudono ed Antonio Pacinotti ha modo di documentarsi dettagliatamente sull'organizzazione del servizio meteorologico internazionale parigino e può assistere dal vivo alla formulazione dei "presagi" (le odierne previsioni meteorologiche). Il 25 agosto i due giovani sono a Ginevra, sulla via del ritorno. Ai primi di settembre Antonio è in Italia e, stabilitosi nella villa di Caloria, stila il rapporto sul viaggio e lo invia al prof. Matteucci assieme alla trascrizione delle Istruzioni e Norme per il Servizio: gli errori fatti dal copista e le modifiche introdotte fanno infuriare Matteucci, che comunque incarica Pacinotti della ricezione delle casse degli strumenti, giunte da Londra al porto di Livorno. Constatato il buono stato esteriore delle casse, Pacinotti fa richiedere per l'accettazione l'intervento di un delegato della ditta londinese. Le casse degli strumenti vengono poi caricate su un treno e spedite a Firenze, dove Pacinotti cura la loro sistemazione presso il Museo di Fisica e Storia Naturale di Firenze. Nel frattempo scrive al Preside dell'Istituto Tecnico di Bologna, presso cui riveste l'incarico di insegnamento di Fisica e Chimica, che intende tornare appena possibile il proprio posto di insegnamento.

Come abbiamo visto, Antonio Pacinotti ha ormai deciso di lasciare definitivamente il Servizio Meteorologico della Marina e di riprendere il suo posto di insegnamento presso il Regio Istituto Tecnico di Bologna. Sulla base degli impegni presi, però, è costretto a rimandare il suo ritorno a Bologna perché deve ancora provvedere alla sistemazione degli strumenti e alla loro collocazione nelle stazioni che verranno impiantate presso le Capitanerie di Porto di tutta Italia.
Il 12 ottobre del 1865 Carlo Matteucci gli scrive ricordandogli le scadenze più immediate, che riguardano le modifiche da apportare ai barometri acquistati a Londra ed il completamento della strumentazione ancora mancante.

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Il viaggio del giovane Antonio - 29

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La lettera che pubblichiamo oggi conferma quanto già anticipato in diverse occasioni da Antonio Pacinotti sulle sue intenzioni circa il suo ruolo futuro nel costituendo Servizio Meteorologico della Marina. Nella sua lettera al Preside del Regio Istituto Tecnico di Bologna, prof. Silvestro Gherardi, Pacinotti dichiara esplicitamente di aver già comunicato al Ministro di Agricoltura, Industria e Commercio da cui l’Istituto Tecnico dipende, di voler conservare il proprio posto di insegnamento a Bologna, “mandando ...i nuvoli e i venti a imperversare dove vogliono”, come ebbe a scrivere in una delle sue lettere al padre mentre era ancora impegnato nel suo viaggio.

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